La verità su Bossi e Berlusconi

L'Italia, è ben noto, è un paese spaccato in due fra destra e sinistra. La ragione è molto semplice: lungi dall'esser divise da opposte visioni economico-sociali, le "due parti della stessa mela" sono purtroppo divise da un diverso atteggiamento verso l'omosessualità. La sinistra, dominata dai comunisti, fa dell'omosessualità la propria bandiera, di cui portabandiera è stato Piero Marrazzo. Infatti la sua carriera s'è interrotta perché invece che con uomini andava con travestiti, un compromesso pur di nascondere che aveva moglie e figli. Ma si pensi quali eccessi richiede la fedeltà all'idea: il povero Nicky Vendola, in gioventù noto tombeur de femmes, per poter far carriera seguendo un suo sogno di palingenesi sociale, ha dovuto fingersi omosessuale per diventare governatore e pensare di proporsi nelle prossime primarie. Al contrario, la destra, sia per ideologia che per osservanza dei diktat della Chiesa Cattolica, nonché per emulare il Santo Padre, aborrisce l'omosessualità ed esalta la eterosessualità. Prova di questo fu, quando «Dicci qualcosa di destra!» urlarono alcuni militanti di Alleanza Nazionale a Francesco Storace giunto, grazie alla spinta decisiva del cardinal Ruini, sulla poltrona di governatore del Lazio, lui, brillante non fece altro che esclamare: «Qualcosa di destra? A frociooooo!».

Quest'atteggiamento della destra ha fatto già due sue vittime negli anni '90: i due grandi statisti Giulio Andreotti e Totò Riina. Fra i due da anni era in corso una profonda, affettuosa amicizia, che li portava a condividere non solo gli affetti, ma anche le scelte politiche. Malauguratamente per loro, essi militavano in organizzazioni di destra, per cui la cosa doveva esser tenuta segreta, perché altrimenti sarebbero stati cacciati dalle loro posizioni di potere. E difatti, il povero Riina si è dato ufficialmente latitante, per poter incontrare Andreotti in località segrete, senza il rischio d'incorrere in qualche paparazzo, avido di scoop. Ma lo scoop ci fu: il settimanale Cuore riuscí a documentare un tenero bacio fra i due e per essi fu la fine. A Riina, uomo d'onore, ma politicamente più debole, hanno inflitto il carcere e, non potendo accusarlo di omosessualità, perché non contemplata come reato dal nostro codice penalie, lo hanno accusato del più atroce dei delitti in questo paese: l'associazione mafiosa, con tanto di 41bis per umiliarlo maggiormente. Ad Andreotti, non uomo d'onore, ma per questo politicamente più forte, hanno ucciso il secondo e l'hanno costretto a rinunciare al potere. Cosa può esserci di peggio per un vero statista?

Ma veniamo ai nostri giorni.
È nei ricordi di tutti l'accordo elettorale fra Berlusconi e Bossi nel 1994. Poi però avvenne il ribaltone e del loro rapporto rimasero macerie. Ma sentiamo cosa dissero i due, accusandosi reciprocamente:
Berlusconi: «Non mi siederò MAI PIÙ ad un tavolo dove ci sia il signor Bossi e non sosterrò MAI PIÙ un governo che conti su Bossi come sostegno, perché è una persona totalmente inaffidabile».
Bossi: «Berlusconi è l'uomo di Cosa Nostra».
Roba da domandarsi come avrebbe fatto l'Italia ad andare avanti senza il loro sagace governo della cosa pubblica. Ed invece presto li abbiamo rivisti insieme, uno dicendo che «La Lega ce l'ha duro» e l'altro facendosi ritrarre con giovanissime ed avvenenti minorenni e facendo sapere che, alla sua età, ne soddisfa otto per notte. Non solo, di Bossi si è detto che l'ictus gli era venuto a seguito d'una notte di fuoco con una splendida attrice. Ce n'è abbastanza per tranquillizzare gli elettori di destra, avidi come sono di notizie rassicuranti sulla virilità dei loro capi. Ed invece, piano piano la verità è venuta a galla. Questa volta non abbiamo avuto bisogno dei soliti sponsor, della cui assenza ci rammarichiamo. Ma c'è voluta la bruciante sconfitta del governo Berlusconi per vedere a chi si rivolge il Cavaliere nei momenti di crisi: la foto qui sotto mostra come il caro Umberto gli sia vicino a confortarlo.

Inutile nascondere ormai il loro tenero segreto: se negli anni del successo hanno inscenato un duetto d'accuse e controaccuse, è stato solo per metter a tacere alcune voci che già allora circolavano sul loro conto. Ma sotto sotto continuavano a frequentarsi clandestinamente. Mai un segreto "politico" è stato così ben protetto. Ma ora, dopo quest'ultimo outing, purtroppo per i due la carriera politica, almeno a destra, è segnata.

(Novembre 2011)

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